Il Fascino di Tudor.

Per conoscere la storia di Rolex e Tudor bisogna fare un grande salto nel passato. Anche se Rolex fu fondata a Londra nel 1905 sotto il nome Wilsdorf & Davis, il marchio Rolex venne registrato alcuni anni dopo nel 1908 e l’azienda fu trasferita a Ginevra in Svizzera nel 1919, dove si trova la sede attuale. Tudor fu registrata per conto di Wilsdorf nel 1926 sotto il nome ‘The Tudor’.

Il “Rolex dei Poveri” ?

Nel 1952, in una dichiarazione personale di Wilsdorf, Tudor annunciò l’Oyster Prince come “un orologio che i nostri rappresentanti potrebbero vendere a un prezzo più modesto rispetto ai nostri Rolex, ma che comunque raggiungerà lo stesso livello di affidabilità per il quale Rolex è così famosa.” Agli occhi di molti appassionati di orologi è stato ‘il Rolex dei poveri’ per tanti anni. Ma quanta verità si cela dietro questa opinione? Tudor ha prodotto modelli simili al fratello maggiore, con un DNA chiaramente visibile, utilizzando addirittura pezzi firmati Rolex. Se si osservano un Tudor e un Rolex Submariner degli anni ’60 e ’70, si notano subito le somiglianze.

Poi il cambiamento. . .

Nel 2010 e 2011 le cose sono cambiate del tutto con l’introduzione dell’Heritage Chronograph e dell’Heritage Advisor. Entrambi sono interpretazioni moderne molto belle degli storici pezzi da collezione della casa Tudor. In pratica, questi due modelli hanno spianato la strada ad un orologio che è diventato una delle maggiori storie di successo dell’industria: con il lancio dell’Heritage Black Bay nel 2012, Tudor ha completamente riposizionato il suo brand. Aggiornando il Submariner e conferendogli un look più moderno, è riuscito comunque a mantenere intatto il suo DNA, ad un prezzo abbordabile!

Orologio straordinario con una vasta gamma di scelta.

Durante la fiera orologiera Baselworld 2016, Tudor ha annunciato un movimento di manifattura per la collezione Heritage Black Bay. Piccole differenze sul quadrante indicano se il Black Bay è animato da un movimento standard o da uno di manifattura. La nuova collezione presenta la scritta orizzontale sul quadrante, mentre i modelli precedenti mostravano il testo curvato a ore 6. Oltre a questa modifica, è stata introdotta anche una versione del Black Bay in bronzo e una con rivestimento DLC.

L’aspetto interessante di tutte queste novità è che l’azienda ginevrina mantiene lo sguardo al passato sui modelli Heritage di Rolex/Tudor. Negli anni ’70, Tudor rifornì la marina militare francese di Submariner ‘Snowflake’ privi di cinturini. I sub della Marine Nationale utilizzarono quindi le cinture dei paracaduti come braccialetti elastici, rendendo l’orologio più confortevole al polso e più facile da indossare con una tuta da sommozzatore. Questo ha ispirato Tudor a ricorrere al nuovo cinturino combinandolo al Black Bay Bronze, un aggiornamento ulteriore che rimpiazza l’ormai invecchiata variante in pelle. La versione con rivestimento DLC o il Black Bay Dark sono provvisti di triangolo rosso sulla lunetta e scritta rossa sul quadrante. Dettagli che si ispirano chiaramente ai Submariner degli anni ’50 e ’60. Seguendo sempre la tradizione di includere dettagli del passato, la versione Dark del Black Bay è reperibile anche con braccialetto in acciaio senza maglie terminali, ricorrendo ad un attacco tubiforme sul bracciale. Questo è visibile soltanto sul Tudor Submariner con referenza 7923 degli anni ’50. Inoltre hanno reintrodotto il cinturino rivettato. In passato, infatti, il braccialetto Oyster era composto da maglie fissate l’una all’altra.

Oltre ai vari modelli che si ricollegano all’eredità del passato, ultimamente Tudor è stata in grado di ampliare la propria collezione includendo orologi sportivi, come la Fastrider Collection, e creando modelli nuovi per attrarre un tipo di clientela differente. Questo “Rolex dei poveri” ha davvero fatto un ottimo lavoro, creato una collezione impressionante che resta fedele alla tradizione e la rivisita con tecniche e materiali d’avanguardia. Probabilmente molti collezionisti non vedono l’ora di scoprire quale strada intraprenderà Tudor nei prossimi anni. Si ringrazia Bert Buijsrogge di Chrono24.